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Tempo fa ho visto un documentario su RAI5 che faceva vedere la vita di un popolo indigeno africano, la loro cultura, le loro abitudini, la loro alimentazione. Una scena mi ha colpito molto: quella della “raccolta” della carne. In pratica i leoni avevano abbattuto uno gnu, questi sono stati talmente scaltri da riuscire ad avvicinarsi alla carcassa, tagliarne una coscia, e andarsene via col bottino in spalla il tutto sotto gli occhi increduli di 3 leonesse. Non lo so perché le bestie non li abbiano attaccati, in fondo erano solo tre vecchietti rinsecchiti, sta di fatto che da quell’unico sacrificio vi hanno mangiato tutti, leoni e uomini.

Un altra scena che mi ha colpito è stata quella della difesa del proprio campo coltivato, in Africa si sa non è quasi mai possibile coltivare, manca fondamentalmente l’elemento principale che necessita alle colture, l’acqua. Bé, a questo giro il campo coltivato c’era, ma sono arrivati anche uno stormo di migliaia di uccelletti carini, piccoli dal becco rosso, ma che si muovono in gruppi talmente numerosi e fitti durante le loro migrazioni che se lasciati fare raderebbero al suolo l’intero raccolto in pochi giorni. Ora, vero che devono pur sopravvivere anche loro, ma anche chi il campo lo ha coltivato, e li non è questione di perdere denaro con la perdita del raccolto come avviene invece qui da noi per un acquazzone o una siccità improvvisa e poi tutti giù a chiedere rimborsi allo stato, li perdi la vita.

Il primo giorno hanno mangiato gli uccelli, la sera, una volta stanziatosi e fatto i nidi, i contadini hanno dato fuoco a tutto. Terribile si, ma in questo caso si è trattato di sopravvivenza.

Hanno poi fatto vedere anche altre scene ed alcune di queste inerenti la caccia, il territorio in questione è un territorio dove se non si caccia difficilmente si va avanti a lungo, ma sempre e comunque, mai veniva a mancare il rispetto, la preghiera, il ringraziamento per l’unica preda uccisa che avrebbe permesso con la sua morte la vita di altri, che si tratti del leone o dell’indigeno.

Adesso che avete letto sin qui, giudicate voi il genere di “sopravvivenza” e di rispetto dell’occidente, ma anche dell’oriente, se è di questo che si tratta, chi ha orecchi(occhi) per intendere, intenda.

Vergogna umana

Da una parte degli scarti malati da eliminare, dall’altra non cera più spazio sul camioncino, è vivo.

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