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Un Biker in Cucina Intervista a Giuseppe Tortorella

Cari amici siamo andati ad intervistare un personaggio molto simpatico, uno Chef  con la C maiuscola, vi assicuro ho provato tutti i suoi piatti 🙂  

Giuseppe Tortorella conosciuto come ” Un Biker in Cucina” .

Appassionato delle tradizioni culinarie Italiane che trasforma in chiave ” Vegan street food”   ci  stupisce davvero  nelle sue reinterpretazioni di piatti ” storici” .

Il perchè? ve lo dico sinceramente da ex onnivora;   c’è amore simpatia equilibrio colore e semplicità, il risultato ?  “Sono   buonissimi” !

Luciana Milia Vegan food maker, allieva del 1° Master di street food  alla Funny Vegan Academy,  con grande felicità ed entusiasmo   gli è stata accanto nelle sue lezioni  e lo ha intervistato.

Conosciamolo:

Intervista a Giuseppe Tortorella per l’uscita del suo nuovo libro:

Mi chiamo Giuseppe Tortorella, Beppe per tutti, e grazie a mia madre mi sono cimentato in cucina sin da piccolo: ho sempre amato mangiare bene e per farlo bisogna sapersi destreggiare tra i fornelli.

A trentasei anni dopo 12 passati a programmare siti web, mi ritrovo improvvisamente con “molto tempo a disposizione” che decido di dedicare a studio e crescita personale e, essendo sempre stato sensibile a certi argomenti, inizio a prendere coscienza del livello di atrocità che l’uomo è stato capace di raggiungere pur di soddisfare i propri bisogni non sempre necessari: allevamenti intensivi, deforestazione, consumo esagerato delle risorse, gas serra e molto altro.

Capito che questo modello di vita non era più il mio e deciso a smettere di contribuire a tutto questo scempio, mi sono chiesto se fosse stato possibile farlo senza rinunciare a tutto quello a cui ero abituato: da buon biker ho sempre frequentato raduni e fiere, e lì si sa, di vegetale c’è solo il ketchup per le patatine; pensate che dopo aver parcheggiato la moto, prima mi dirigevo verso il paninaro per la classica salamella, solo dopo a salutare gli amici, ed è proprio qui, durante uno di questi raduni,  che ritrovatomi senza essere più consumatore di carne né di altri prodotti animali, ho deciso di applicare il principio della sostituzione degli ingredienti, cucinando quello che mangiavo prima ma in una chiave completamente vegetale.

Una bella sfida direte, ma l’ho fatto e a voi non resta che assaggiare.

 

1 – So che è scontato ma ci racconti per cominciare quale è stato il momento e perché hai deciso di diventare Vegano?

Non c’è nulla di scontato nella vita, le cose avvengono perché devono avvenire e io dovevo diventare vegano. Ho sempre avuto sensibilità verso la sofferenza dei più deboli, di tutte le specie, appena, causa di forza maggiore, mi sono dovuto fermare da quella che era la mia vita di allora (grazie cassa integrazione), ho avuto il tempo di pensare e di trovare le risposte che cercavo, il resto è arrivato da se.

 2 – Nella tua vita di biker ti scontrerai sicuramente con persone che hanno abitudini alimentari diverse, per usi e costumi il cibo del biker è sempre stato un po’ rappresentato da un godurioso panino con hamburger, salsicce accompagnate da bicchieri giganti di birra etc come hai fatto a stravolgere questo concetto?

Continuando a viverlo come lo vivevo prima, solo senza ingredienti animali. Questo è il segreto della mia cucina, non cambio i piatti ne le abitudini, solo mi concentro a come renderli altrettanto goduriosi solo con alimenti vegetali. D’altronde amo la birra, e se una cosa cosi magnifica è a base vegetale, bè, lo può essere pure tutto il resto.

 3 – I tuoi piatti sono spesso rivisitazioni di ricette tradizionali, credi che possa aiutare questo a cambiare abitudini? Se fosse così perché ci si dovrebbe orientare verso difficili combinazioni di elementi spesso non presenti nelle nostre dispense, come fai ad invogliare chi mangia, che tecnica usi?

La cucina è molto radicata nelle persone, nessuno vuole smettere di mangiare i piatti della propria infanzia o del proprio paese natale, io trovo che in questo modo posso offrire delle alternative a chi vuole provarle, e se per farlo devo usare prodotti nuovi e sconosciuti, li rendo amichevoli come il Seitan pancettato, provare per credere 🙂

 4 – Ci sentiamo dire che il cibo Veg è caro perché molte cose vanno comprate in negozi specializzati che non hanno certo bassi costi, come ovviare a tutto ciò?

Guardando le cose da un diverso punto di vista, perché non è il cibo Veg ad essere troppo caro, casi di palese speculazione a parte, ma quello di sempre che ormai costa troppo poco, la risposta va cercata proprio in questo troppo, perché se da una parte significa tanto risparmio, dall’altra c’è tanta sofferenza, tanta malattia, tanta distruzione, tanta povertà, tanta disperazione.

 5 – Se ed in quali occasioni ti sei sentito felice di essere riuscito a coinvolgere delle persone in questo” cammino “ etico, salutista e sicuramente innovativo?

Tutte le volte che qualcuno assaggia un mio piatto e lo fa nel silenzio più completo, dopo, alla fine, quando ha finito, che buono. Che buono.

6 – Ci racconti quale piatto ha riscosso più successo nella tua cucina?

Non c’è un piatto solo in verità, ma il modo di cucinare quelli di sempre come se fossero ancora gli stessi di una volta, penso che sia questo che piace a chi vuole provare e che invece odia chi vuole rimanere ancorato al passato.

7- Il Cibo è un momento di aggregazione tra le persone; Il tuo essere veg ti ha creato problemi? Intendo, ti sei trovato spesso in circostanze in cui non cera niente di vegano da mangiare durante i vostri spostamenti e come ti sei comportato?

In realtà è la regola, non c’è mai nulla perché viviamo in mondo completamente anestetizzato, la carne, le proteine, i canini, la paura di mangiare un broccolo. Cuochi ignoranti che se manca un animale in dispensa battono i pugni sul tavolo come i bambini. Ne ho viste di ogni, la tradizione, la genuinità… quante chiacchere. Io mi sono tirato su le maniche e ho iniziato a cucinare. Se posso porto da casa, se vogliono gli aiuto tra i fornelli, se non si può nulla, w la marinara con aglio e capperi.

 8 – Ci parli un po’ di come è nata l’idea del tuo libro e da quanto ci lavori?

L’idea è nata grazie a Francesca, potrei definirla la mia Dea, no, non siamo fidanzati, ma è con lei che ho elaborato tante piccole e grandi cose che fanno parte della mia vita ora. Le ricette le avevo già, le ho solo portate su carta, il resto è il succo di questi ultimi 6 anni di vita, da quando sono vegano, anche se nel libro con 16 piatti ho solo sfiorato l’argomento, per ora…

 9 – Ancora una domanda: se dovessi cercare di convincere qualcuno ad affrontare questa scelta alimentare come lo faresti?

Convincere non è la parola giusta, informare mi piace di più, informare e cucinare, e dopo, magari insieme, mangiare e parlare di cosa c’è dietro.

 10 – Ora vorrei indicare ai lettori dove possono trovare il tuo libro e perché dovrebbero comprarlo.

Il libro contiene 16 ricette: Carbonara, Amatriciana, Cacio e Pepe, pasta ripiena, lasagna, Pizzoccheri, Parmigiana, Olive Ascolane, Fritto Misto, Frittata, Spezzatino, Scaloppina, Arrosto, la Bracioletta, Torta Sucker e Risotto, tutte ricette tradizionali italiane che affronto raccontando come sono nate e come superare le criticità legate agli ingredienti sostitutivi vegetali, insomma, si ride e si mangia e mi sembra una cosa bella 🙂

Lo potete trovare in formato cartaceo (piccolino) su ILMIOLIBRO.COM (inseriamolo sul nome https://goo.gl/3XREZB) oppure elettronico su AMAZON (inseriamolo sul nome https://goo.gl/Cb82pE).

 11 – Ci regali una ricetta del tuo libro?

Certo! Da questo link http://www.unbikerincucina.it/libro-un-biker-in-cucina-cucina-vegana-per-uomini-veri/ potete scaricare l’anteprima del libro con la ricetta completa della VegCarbonara, poi chi vuole può mandarmi la foto da pubblicare, ma l’importante è che sia piaciuta e mangiata 😉

Qui di seguito:

Spaghetti cacio e pepe – La carbonara – La parmigiana- Le olive ascolane

 

 

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