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 Arrivano i Detox Bar

( Ce ne parla Germano Longo 09 / 11 / 2015   nell’articolo apparso su  fonte Social Veg.it)

Gli americani li adorano, gli europei li hanno adottati e finalmente anche in Italia sta arrivando il momento dei locali che servono smoothies, zuppe, wrap e hummus

Se a certe cose non ci pensassero gli americani, il mondo sarebbe nei pasticci. È lì, fra le infinite avenue di New York, la mecca del più nuovo è e meglio si vive, e subito dopo di Los Angeles, sull’altra sponda di quel lettone morbido chiamato America, che è nata una tendenza ormai in dirittura d’arrivo anche dalle nostre parti. Ovviamente ci arriviamo da buoni ultimi, dopo aver aspettato che altre zone d’Europa ci provassero per prime. Piccola premessa necessaria per parlare dei Natural e Detox Bar, tendenza fiutata anche da ricchi & famosi, sempre alla ricerca disperata del forever young, che in questo momento ha trovato una via d’uscita proprio nel detox, programmi di disintossicazione da ogni eccesso ideati dal dottor Joshi, guru per molte star di Hollywood. Un principio addirittura migliorato da Chico Shigeta, autore di una dieta detox chiamata dei “21 giorni” e per finire da Margo Marrone, che nella sua fila davanti all’“Organic Pharmacy” di Londra ha già visto gente come Gwyneth Paltrow, Madonna e Kyle Minogue. Il detox, non è un segreto per nessuno, è un regime alimentare da seguire per un massimo di una settimana per volta, che si basa unicamente sul consumo di frutta e verdura fresca, quindi di alimenti ricchi di fibre, drenanti e a basso contenuto di zucchero e grassi. In pratica, per chi vuole prendere appunti: ananas, mais, tè verde, sedano, carote, cereali integrali, olio extravergine di oliva, miele, riso, mandorle e cetrioli.
Fra i benefici riconosciuti, oltre al dimagrimento (per una volta ottenibile senza la tortura dei bicchieroni di poltiglie verdastre) il potenziamento dell’energia, un netto miglioramento dell’apparato digerente, la scomparsa di disturbi quotidiani a cui si dà poca importanza, come il mal di testa e i gonfiori. A questo, vanno aggiunti un inspiegabile balzo in avanti del livello generale di umore e della capacità di concentrazione.
Punto e capo. Si parlava dei Natural e Detox Bar: locali all’apparenza normalissimi, in cui però ciò che ci consuma si concentra soprattutto su smoothies, succhi, acqua, wrap, hummus, zuppe, vellutate, centrifugati, insalate, piatti di riso, cereali e legumi. Tutto naturale che più non si può, in versione antiage e detossinante, messi insieme senza usare latte e nel pieno rispetto del green e del raw. Veri e propri templi della degustazione bio, a volte affidati a esperti nell’uso dell’estrattore, variante ecorispettosa dell’antico frullatore di un tempo, accusato di alterare le proprietà di frutta e vegetali.
E in Italia? Il “BiologiCafé”, progetto pilota di un franchising nato da un’esigenza familiare, ha aperto nel 2006 ad Alessandria (via dell’erba 12 –www.bio-cafe.it), lanciando quasi subito “Tollero”, un’iniziativa rivolta a chi ha intolleranze alimentari. Ha risposto Bologna con “Alce Nero-Berberè” (via Petroni 9 – www.alceneroberbere.it), matrimonio fra un ristorante ed una rete di cooperazione che raccoglie un migliaio di agricoltori e apicoltori. In pratica, l’esatta via di mezzo fra una bottega biologica e un ristorante specializzato nella pizza light. Ha invece origini modenesi “Chorophylle Natural Bar” (www.chlorophylle.it), altro progetto franchising di locale bio in partenza che offre fruit cocktail, fruiterie, glacier frappè e saladerie-soupes. Nativo di Civitanova Marche è “SynbioFood” (www.synbiofood.com), freschissima start-up di caffè con prodotti probiotici con menù che vanno dalla colazione, passano al pranzo, sostano a merenda e si chiudono all’ora dell’aperitivo. Tutto inteso come esperienza di benessere, fra spremute, centrifughe, macedonie, vini biologici, cocktail di frutta e pasta in 24 formati diversi. Per finire con Milano, dove sbarcando direttamente da Los Angeles ha aperto i battenti “VitaminChic” (via Vigevano 6 – www.vitaminchic.net): spremute, zuppe, detox water, hummus, wrap e succhi che contengono 1,8 kg di frutta fresca. Emis Killa è un habitué.

 

Germano Longo 09 / 11 / 2015   fonte

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