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Cavalla e calesse con targa: a Villasimius il primo taxi animale

Oggi un articolo sul quotidiano di Cagliari  » L’Unione Sarda»

Le carrozze sono un anacronistico e incoerente ritorno al passato, che può mettere a rischio i cavalli a causa dell’asfalto scivoloso, del traffico cittadino, dei tanti rumori evidentemente molesti per i cavalli, e a causa dell’elevato caldo estivo che tocca punte elevate.  I cavalli sono esseri viventi e senzienti, da rispettare e tutelare nelle loro esigenze etologiche, non sono un taxi né un’occasione di business. In tante grandi città questo servizio viene ormai chiuso e anche a Roma vi è un forte movimento cittadino e di associazioni che sollecitano la fine al servizio di trasporto con equidi nella Capitale. L’auspicio è che tutte le Amministrazioni locali si dotino di un Regolamento Tutela Animali che vieti espressamente l’utilizzo di equidi per finalità di trasporto o ludiche riconoscendo gli equidi come animali d’affezione.”Fonte

Sono il primo immatricolato di tutta la Sardegna».

Parola di Roberto Marras, selargino, quarantaquattro anni. Dopo gli ultimi quattro da disoccupato ha deciso di riprendere in mano le redini del suo futuro: ha comprato cavallo, carrozza e superato la prova su strada. Conquistando la targa numero uno e scrivendo la prima pagina del Registro dei veicoli a trazione animale.

 

LA SCOMMESSA – «Lavoro non ce n’è, per cui le alternative erano due: stare a casa a piangermi addosso oppure inventarmelo«. E lui ha evidentemente scelto la seconda strada. Che lo ha portato sino a Villasimius. Faceva il muratore, ma ha messo – a malincuore – gli arnesi del mestiere da una parte, e da qualche giorno ne ha iniziato un altro. «Ho comprato una cavalla e una carrozza da un amico, e ho pensato che la cosa migliore fosse puntare sul turismo», racconta.

«Ho preso accordi con l’amministrazione, mi ha autorizzato a offrire a turisti e gente del posto tour in alcune tra le più belle zone del posto», racconta. «Era un servizio che in questa costa mancava, certo, non credo proprio che mi permetterà di diventare ricco, ma mi basterebbe riuscire a mettere qualcosina da parte o almeno coprire le spese».

LA TRASFERTA – «Ho dovuto seguire un iter burocratico preciso e piuttosto lungo prima di ottenere la targa. E ho investito un po’ di soldi». In cifre: «Grosso modo mille euro li ho spesi per documenti, certificazioni e le visite mediche, mie e della cavalla. E altri sette mila per comprare la carrozza e Maia, che a Norcia veniva già utilizzata per il trasporto delle persone«, spiega. La sua compagna di viaggio in questa nuova avventura, iniziata qualche giorno fa dal suo ufficio all’aria aperta. «Ho la mia postazione fissa, da cui partiranno i tour».

TARIFFE E PERCORSO – Prezzi abbastanza democratici «in linea col mercato» e mezz’ora di escursione in carrozza. «Diciamo che il tariffario potrebbe anche cambiare, ma di base ho deciso di stabilire tariffe alla portata di tutti: quindici  euro per gli adulti e cinque in meno in caso di bambini», anticipa. Compenso per mezz’ora di percorso, studiato a tavolino con l’amministrazione che lo ospiterà sino al tenta ottobre. Spiaggia di Simius, poi dritti verso Porto Giunco, breve sosta a Su Stangioni e fermata immancabile a Capo Carbonara.

«Queste saranno tappe fosse, poi chiaramente in base alle richieste dei miei clienti sono pronto a effettuare eventuali modifiche al tragitto», assicura. «Chiaramente trovarsi senza lavoro a quarant’anni è tremendo, ma dal cielo non piove nulla, solo la pioggia. Quindi, che la sfida abbia inizio».

Così si  conclude l’articolo!!!

 

 Quindi è  lecito sfruttare gli animali ?

La poveraMaia già lo è stata sempre fin dai tempi in cui si trovava a Norcia.

Il mondo si batte per fermare questo orrore, N.Y. poi Roma, e tutte le città dove questi poveri animali sotto il sole cuocente passano la loro vita camminando sull’asfalto caldo a trasportare flotte di turisti, e tra una frustata e l’altra una piccola pausa per ammirare il panorama.

Crediamo che nel 2017 sia fortemente diseducativo e ci dispiace per il Sig. Roberto Marras ma sarebbe meglio si trovasse un’altro lavoro perché ci opporremo . Fra l’altro la maggior parte dei calessi ancora purtroppo presenti almeno qui in Sardegna come ad Alghero, hanno  una spinta motore cosa di cui non si parla nell’articolo   Fonte

IL CAVALLO ED IL CODICE DELLA STRADA  recita:

L’animale, si differenzia dal veicolo a motore poiché -oltre a essere vivo- è munito di un proprio cervello ed è quindi in grado di prendere decisioni che possono comportare pericolo per l’incolumità delle persone: deve quindi essere guidato da persona capace di imporgli il proprio volere e di ricondurlo all’ordine.

Soffermiamoci sulla parola Imporgli il propio volere!!!!! ecco abbiamo detto tutto, in una parola sola

» SFRUTTAMENTO».

Cosa fare?

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Oppure 

Registrarsi all’Unione Sarda ed invia un commento di disappunto in merito a questo articolo che rischia di creare un incentivo a quanti «poveri disoccupati come il Sig. Marras optano per tornare ad un lavoro che ci riporta indietro di 200 anni !! Grazie.

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