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Non -comprare -adotta

Non comprare adotta

 

Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati e a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri un cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un’altra creatura. Ciò dimostra che non solo gli animali amano ma sentono il desiderio di essere amati. (C.Darwin)

Questo articolo nasce da un sentimento di rabbia misto a impotenza per ciò che i miei occhi si sono trovati casualmente a vedere.  Era un tiepido pomeriggio d’aprile, il sole ravvivava i colori della natura ed esaltava gli odori floreali. Eppure al di là di quel cancello non vi era alcun colore, alcun profumo, nessun tepore. Tutto era grigio, sporco, fetido e i lamenti risultavano strazianti. Non sto descrivendo l’inferno dantesco né uno dei lager del periodo nazista. Sto parlando di un canile. Odio, rabbia, pena e tanti altri sentimenti ancora, si sono mescolati dentro di me e mi hanno paralizzato per qualche minuto. Istintivamente avrei voluto portare via tutti quei cani chiusi in quelle gabbie tra i loro escrementi, curare quelli malati, garantire un futuro migliore ai cuccioli. Ma lo sappiamo bene, è impossibile. Allora ho deciso di parlare, di denunciare quello che ho visto scrivendo un articolo che sia la voce di coloro che non possono parlare solo perché non hanno il dono della parola. Il mio J’accuse è stato supportato da Rosaria Mazzara, presidente dell’associazioneZampaamica a cui ho deciso di porre qualche domanda:

I canili dovrebbero essere casa, rifugio, luogo sicuro per tutti quei cani salvati da morte certa ma la realtà è ben diversa. Cosa accade? Perché i cani il più delle volte vertono in pessime condizioni?
I canili,
come hai ben detto, dovrebbero essere luoghi sicuri e accoglienti ma in realtà non è così a causa della speculazione dell’uomo. L’amministrazione di un canile rappresenta, infatti, un vero e proprio business: esistono circa 500 canili privati, che grazie alle convenzioni con i comuni sono autorizzati a tenere in galera (e sottolineo galera) 250 mila cani. La situazione al sud è certamente peggiore: i cani spesso non escono mai dai loro box, mangiano a giorni alterni, vivono in mezzo ai loro escrementi… e i comuni, non controllano nemmeno che i cani accalappiati siano giunti a destinazione.

Se un cane non viene adottato, che fine è destinato a fare?
Toccando l’argomento adozioni, la patata diventa bollente. I canili non hanno nessun interesse a far adottare i cani che hanno in gestione: per loro sono fonte di guadagno. Non è un caso che molti canili non siano aperti al pubblico tutti i giorni ma solo una o due volte a settimana per un paio d’ore. È chiaro poi che in certe condizioni, un cane accalappiato non superi il primo anno di vita in canile.

Come si collocano le associazioni rispetto ai canili?
Personalmente non abbiamo contatti diretti con nessun canile in quanto il lavoro sul territorio è talmente tanto e noi siamo talmente pochi che non riusciremmo a seguire anche il loro operato. Siamo, però, in contatto con altre associazioni che si prodigano affinché i cani dei canili trovino una famiglia disposta ad accoglierli.

Quali sono le principali difficoltà che incontrate nel vostro lavoro?
Le difficoltà sono tante ma la più grossa è di certo la poca sensibilità della gente. Ogni giorno dobbiamo lottare con persone che non tollerano il cagnolino del quartiere, che ci minacciano perché diamo da mangiare ai randagi ecc.. Concludo dicendo che la situazione è aggravata dal fatto che si sterilizza poco. Fino a quando le associazioni, le Usl e i comuni non lavoreranno in sinergia tra loro non si potrà mai risolvere il problema del randagismo.

Amici lettori, non siate indifferenti al triste richiamo di un cane sfortunato. Un cane (in generale ogni animale) ama, soffre, gioisce, chiede aiuto esattamente come una persona. Se trovate un cane abbandono non voltate lo sguardo altrove ma chiamate una delle tante associazioni cinofile; se invece decidete di adottarne uno,  fate un’opera di bene a lui (e a voi) salvandolo dalla triste realtà dei canili.

 

Canile Ittiri 36 bis bis-150

Reportage fotografico di Luciana Milia Canile di Ittiri Sardegna

 

 

 

Fonte : http://chairmag.it/2014/02/cani-e-canili-una-triste-realta/

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