Un Lampredotto vegetale by Un Biker in Cucina

Quanto tempo mi sono sentito per criticare per vedere come preparavo qualcosa di simile alla carne originale e/o per mantenere quasi invariato il nome?

Vi manca la ciccia eeeeeeee – ma perché se non volete più mangiare carne blah blah blah – il nome, cambia il nome!!!!!

E via cosi, chi più ne ha più ne metta 😂😆😆

Questo accade perché critica, non sa e teme che con il nostro modo di fare andremo ad intaccare anche lui querela abitudini e certezze. In realtà non ci siamo ritenuti che saremmo andati a fare semplicemente, giusto o sbagliato che sia, rimanere ancorati alle abitudini e certezze: siamo cresciuti fannondo certi cibi ed essi parte del nostro patrimonio culinario esatmente como del vostro, solo che noi, presumibilmente consapevoli del comportamento del trio pianeta-animali-uomo, abbiamo deciso di eliminare la nostra dieta, ma nulla ci vieta di andarceli a ricercare in una versione vegetale che seppur diversa, mantiene vivo il livello di gusto, estetica e piacere del piacere cibo la nostra voglia di mangiare godurioso.

E allora sotto con questo Vegan Lampredotto che dell’originale mantiene la ricetta ma sostituisce l’animale con un fagiolo, un fagiolo di soia 😆🌱

RICETTA LA COMPLETA: https://www.unbikerincucina.it/il-lampredotto/ 

Buona visione e buon appetito!

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Una nuova denominazione che sta sorpassando la parola Veg, in realtà Plant-based significa la stessa cosa, e più precisamente quando parliamo di cibo, di dieta, che escluda prodotti di origine animale.

Plant-based Un Nuovo Modo Di Dire Veg

Una dieta che negli U.S.A. è diventata un simbolo di benessere  di salute per il nostro corpo e per la nostra mente.

Le associazioni che lottano contro le patologie cardiovascolari, l’obesità e il diabete in America , definiscono oramai la dieta » Plant-based » di grande aiuto e beneficio per la nostra salute,

Verdure bio  km.zero ,legumi cereali e  carboidrati sostituiscono un  cibo ricco di grassi animali, ed aiutano il consumatore ad osservare delle regole ben precise nella scelta dei prodotti alimentari che acquista.

I vegani infatti controllano accuratamente i componenti e le etichette dei prodotti che comprano per accertarsi che siano del tutto di origine vegetale, questa ricerca però mette in luce anche i procedimenti di produzione, gli additivi, i conservanti , i possibili allergeni ed ancora la provenienza e tante informazioni che alla fine inducono gli stessi ad una scelta consapevole eliminando pian piano quel cibo a volte denominato « cibo spazzatura » che è stato protagonista per molti anni delle loro tavole. Vogliamo stare bene, essere sani e  mangiare  bene significa questo, la scelta ed il cambiamento, quindi derivano da una attenta analisi che promuove  un percorso nuovo più attento per noi stessi, ma anche per il pianeta e sopratutto » ci auguriamo di cuore » verso tutti gli esseri con cui lo dividiamo.Plant-based è questa scelta consapevole.

Ionontimangio ha creato  in Sardegna il primo Team » Sardinia Plant-based cooking team » che  ha lo scopo di formare con corsi ed aggiornamenti; che vedranno la partecipazione di Chef, nutrizionisti,  Diet Coach, un variegato gruppo di follower.

Appena nato da un mese eccoci in piazza » a Sassari » per un evento di street food dove  finalmente ci sarà anche uno stand con prodotti vegetali di alta qualità e con sponsor d’eccellenza del territorio Sardo e non solo, Come MP Sardinia Buddusò e Bio Salute.

Avremo il piacere di farvi assaggiare i nostri » Sandwiches veg»  e dolci senza glutine preparati da una esordiente pasticceria appassionata di «intolleranze alimentari » che da Londra ha fatto ritorno per specializzarsi all’Università e proseguire la sua ricerca.

Questo articolo è un’accenno per presentare il nuovo gruppo capeggiato dai creatori di ionontimangio che da anni seguono questo percorso ma non solo per piacere e passione, ma in primis come  il tramite per la salvaguardia, il benessere ed i diritti dei suoi amici animali.

All’interno di questa nuova rubrica quindi a breve compariranno le nostre ricette più gradite, e le date relative ad eventi a cui parteciperemo e dove potrete venire a conoscerci e ad unirvi al nostro gruppo.

Vi apettiamo. a Sassari dal 20 al 23 di Dicembre 

 

 

 

 

postres con flores
https://lenanovak.wixsite.com/vegan-living/chia-swirl

A Colazione Con I Superfoods » I Semi di Chia»

A Colazione con i superfoods » I Semi Di Chia «

La primavera è arrivata e con lei tanta frutta colorata e sana , ed anche la nostra colazione cambia colore, prepariamoci qualcosa di  speciale » Il Pudding» Come? con un superfood incredibile « I semi di chia» qui una ricetta golosissima  con le fragole.

Il Pudding è qualcosa che io personalmente amo in particolare modo.

Per creare un pudding uso  i semi di Chia , vi stupirà davvero per l’energia che è capace di regalarci  per tutta la giornata e per come » tenga lontana la fame » fino all’ora di pranzo.

Intanto scopriamo insieme cosa sono i semi di chia e perchè sono così preziosi.

La chia: una superpianta

https://chfa.ca/en/lifestyle_tips/natural-health-secrets-from-around-the-world/central-america-chia

A Colazione con i superfoods: I semi di Chia «

In virtù del suo elevato contenuto di elementi nutritivi, la chia è una pianta dalle proprietà eccezionali ed è giustamente annoverata tra i superfoods. Questo è il motivo per cui il nostro corpo, dopo un apporto di semi di chia, dispone di energia per ore, senza che si verifichino attacchi di fame, oltre ad avere una resistenza accresciuta, per cui la chia è utile anche nella gestione del peso corporeo. I semi di chia sono tra i pochi alimenti quasi completi.

La chia è la fonte di acidi grassi Omega-3 e fibre più ricca in assoluto. I semi di chia contengono fino al 38% di olio di chia e fino al 23% di proteine, inclusi tutti gli aminoacidi essenziali, non contengono glutine e hanno un bassissimo contenuto di sodio. Il dato interessante, nella tabella di valori nutrizionali sotto riportata, è che i semi di chia sono un alimento intero, che viene consumato come la natura lo crea, non un concentrato, come sono invece, per esempio, l’erba d’orzo in polvere, la polvere di moringa o le compresse di alghe AFA. È questo il motivo per cui questi valori sono così impressionanti. Con soli due cucchiai di semi di chia (circa 25 g) al giorno si assumono 8 g di fibre cellulosiche, vale a dire più di un quarto della dose giornaliera raccomandata, circa 5 g di proteine di qualità, circa 125 g di calcio e ben 5 g di acidi grassi Omega-3.

Di seguito, a mo’ di esempio, alcuni confronti nutrizionali. La chia in media contiene: Leggete vi stupirete davvero 

  • – 5 volte le proteine dei fagioli americani (kidney)
  • – 1,7 volte le proteine dei germogli di soia
  • 8 volte gli Omega-3 del salmone
  • – il doppio degli Omega-3 delle alghe
  • – 15 volte le fibre del riso integrale
  • – 4 volte le fibre dei semi di lino
  • – 3 volte le fibre dell’avena
  • – il doppio delle fibre della crusca di frumento
  • – 8 volte le sostanze minerali del riso
  • – il doppio del potassio delle banane
  • – da 3 a 6 volte il ferro degli spinaci
  • 5 volte il ferro dei fagioli americani o dei broccoli
  • – più ferro del fegato di manzo
  • da 4 a 6 volte il calcio del latte intero
  • – 10 volte il fosforo del latte
  • – 15 volte il magnesio dei broccoli
  • – 8 volte il magnesio delle banane
  • – il doppio del magnesio del miglio bruno selvatico
  • – 3 volte lo zinco dei fagioli
  • 7 volte la vitamina C delle arance
  • – 3 volte la vitamina E dei germogli di grano
  • – 2,5 volte la vitamina E dell’olio di oliva
  • – 5 volte l’acido folico degli spinaci

Come superalimento la chia migliora la vostra alimentazione nella misura in cui non contiene sostanze nocive, come zuccheri o grassi «cattivi», e rafforza il vostro sistema immunitario grazie ai metaboliti vegetali secondari. La chia elimina i radicali liberi, abbassando così il rischio di malattie croniche e di invecchiamento precoce, oltre a ridurre anche il rischio di tumori e a mantenere sano il cuore. Inoltre, assumendo la chia ogni giorno, vi sentirete meglio.

La chia stimola anche il metabolismo e facilita il controllo del peso corporeo. Non solo vi sentirete giovanili, ma ne avrete anche l’aspetto, poiché la vostra pelle sarà sana e bella. Infine: la chia è uno degli alimenti più gustosi che ci siano. Ciò che è sano può anche piacere! La chia ne è la prova.

Vi ho convinto? allora passiamo alla ricetta:

La ricetta originale in lingua Inglese la trovate cliccando sulla foto di copertina o nei link qui sotto » Fonte » 2

Ingredienti:

  • 1/3 di tazza di avena biologica
  • 2 cucchiai  semi di chia organici
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 1/4 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaio di noce di cocco essiccata organica
  • 1 cucchiaio di burro di mandorle
  • 1 tazza di latte di mandorle
  • 3 fragole biologiche tagliate a cubetti

Per La Composta

    • 1/2 tazza di fragole tritate
    • 1/4 tazza di mirtilli
    • 1 cucchiaio. sciroppo d’acero
    • acqua q.b.

Procedimento: Indicazioni.
Aggiungere l’avena, la chia, la vaniglia, la cannella e il cocco in un barattolo e mescolare per unire.
Quindi versare il latte di mandorla ed  aggiungere il burro di mandorle. Mescolare bene per rompere il burro  e aggiungere le fragole.
Coprire e conservare in frigorifero tutta la notte.
Per fare la composta:
Aggiungere le fragole, i mirtilli, l’acqua e lo sciroppo d’acero in una casseruola e cuocere a fuoco lento finché le bacche non hanno rotto una composta deliziosamente marmellata.
Rimuovere il budino di chia dal frigo e ammorbidire con un po ‘di latte di mandorle ,dividerlo in due porzioni  e condirlo quindi con la composta calda .

La nostra giornata inizierà così all’insegna del benessere e naturalmente senza nuocere ai nostri amici animali .

Per approfondire andate qui di seguito 1

1)Fonte  

2)  Fonte

3)Fonte

La pasta Italiana 100% senza contaminazioni

Scopri la pasta made in Italy. Ecco una lista con 50 aziende italiane che utilizzano il 100% di grano coltivato sul nostro territorio, al riparo da contaminazioni.

Quante volte sugli scaffali dei supermercati vi è capitato di leggere “pasta made in Italy”? Non tutti sanno però che la pasta di produzione italiana non è solo quella che viene realizzata in stabilimenti locali, ma è anche quella che viene prodotta con il 100% di grano coltivato sul nostro territorio.

Ma come fare a riconoscerla? Il Fatto Alimentare, grazie alle segnalazione dei consumatori, ha pubblicato una lista di 40 marche che producono la pasta al 100% italiana.

La pasta italiana su scala nazionale

Contenuti

La pasta inserita nella lista è prodotta a livello locale, oppure all’interno di una filiera mady in italy di brand nazionali.

Perché importare la pasta

La pasta è uno dei fiori all’occhiello della nostra economia, un elemento identitario che contraddistingue l’Italia nel mondo. Perché le aziende la importano? Perché la produzione sul territorio non riesce a soddisfare l’intero fabbisogno nazionale di cereali e semi oleosi, ma ne copre al massimo un 50%. L’Italia importa dunque più del 50% del grano tenero (destinato ai prodotti da forno come pane, pizze…) e fino al 40% di grano duro (con cui si produce la pasta).

Ciò che è importante verificare è che il prodotto importato superi i sistemi di controllo rigidi e gli standard di sicurezza, così da tutelare la salute dei consumatori.

Leggi anche: Deossinivalenolo in pasta, pane e farine: quali sono i rischi per la salute?

Come tutelarsi quando si sceglie la pasta

Negli ultimi anni, l’Unione Europa ha stabilito dei parametri stringenti e controlli severi per garantire che la pasta importata sia priva di contaminazioni. Scegliere un prodotto 100% italiano è però la scelta più pratica, perché non ci costringe a prestare attenzione alle etichette per verificare provenienze varie. Per tanto, guardiamo insieme questa lista

  1. Alce Nero
  2. Afeltra
  3. AmoreTerra
  4. ArteAgricola
  5. Auchan
  6. Pasta Baronìa
  7. Casa Prencipe
  8. Pasta Cocco
  9. Columbro Pasta biologica
  10. Coop ViviVerde
  11. Coop FiorFiore
  12. Di Martino Pastificio
  13. Ecor
  14. bottegadelmondo Equociqui a marchio #Libera e #Iris
  15. Stefano Facioni 
  16. Felicetti Grano duro biologico
  17. Felicetti Monograno
  18. Floriddia
  19. Pasta Fratelli Minaglia
  20. Gentile Pastificio
  21. Gerardo di Nola
  22. Ghigi
  23. Girolomoni
  24. Grano Armando
  25. Granoro Dedicato
  26. Granoro Linea Biologica
  27. Azienda agraria Guerrieri
  28. Iris Pasta biologica
  29. Italiamo Lidl
  30. La Terra e il Cielo
  31. La Tosca
  32. Libera terra
  33. Liguori
  34. Mancini
  35. Martelli
  36. Palandri Pastificio
  37. Pasta Jolly
  38. Pasta Martelli
  39. Pasta Riccio, marca di Tuodì
  40. Pasta Toscana
  41. Pastificio dei Campi Gragnano
  42. PrimoGrano azienda Rustichella
  43. Riscossa
  44. Sgambaro
  45. Simply, Simply* Bio e Simply* Passioni
  46. Spigabruna bio
  47. Terra di luce
  48. Valle del Grano
  49. Verrigni
  50. Vo

Contenuti

Fonte

La Curcuma fa bene anche ai nostri amici pelosi.

La curcuma è una spezia di colore arancione o giallo scuro, ed è meglio conosciuta come la spezia del curry. La curcuma, oltre ad essere un’ottima spezia, apporta anche molti benefici per la salute, sia nostra che del nostro cane.

In questo articolo spiegheremo quali sono i benefici della curcuma e in che dose è possibile darla ai cani, prendendo anche in considerazione le dovute precauzioni e gli eventuali effetti collaterali.

La curcuma comunemente usata in cucina deriva dalla radice di curcuma, ed è ricca di importanti proprietà benefiche per l’uomo e per gli animali domestici.

Viene spesso usata come rimedio naturale per alcuni problemi di pelle, infezioni e altre patologie. La curcuma per i cani non solo è efficace, ma è anche un rimedio poco costoso. Essa, se fatta consumare regolarmente al cane, migliora le funzioni del cuore, del fegato e dell’apparato digerente, e aiuta a mantenere sana la pelle.

La curcuma per cani affetti da cancro

Se utilizzata come integratore, la curcuma aiuta a prevenire il cancro nel cane. La curcuma, infatti, è una spezia nota nella lotta contro diversi tipi di cancro per le sue proprietà anti-tumorali.

Uno è il linfoma un tumore che colpisce i globuli bianchi, chiamati linfociti.

Le proprietà contenute nella curcuma inibiscono l’attività delle proteine ​​essenziali delle cellule cancerogene, distruggendo le cellule tumorali. La curcumina ha anche tanti altre proprietà molecolari nel prevenire la progressione del linfoma.

La curcumina è importante anche nella prevenzione e nel trattamento del melanoma.

La curcuma per cani con artrite

Gli studi clinici dimostrano che la curcuma contiene proprietà anti-infiammatore e anti-artritiche.

Essa contiene alti livelli di curcuminoidi che sono altamente potenti ed efficaci nel controllare l’artrite del cane Inoltre, contiene agenti anti-infiammatori.

La curcumina protegge contro l’infiammazione e i danni della cartilagine, sostenendo lo sviluppo di osteoblasti da cellule staminali. Gli osteoclasti sono le cellule che assorbono il vecchio osso, mentre gli osteoblasti sono responsabili della formazione di nuovo tessuto osseo e della cartilagine.

La curcumina aiuta quindi a trattare e a controllare l’artrite, inibendo l’attività degli osteoclasti ed evitando la perdita di tessuto cartilagineo e osseo.

Curcuma per la salute del fegato del cane

Il fegato svolge un ruolo significativo nel processo di digestione. Egli svolge vari processi biochimici necessari per il corpo, come l’eliminazione delle tossine e la capacità di immagazzinare energia.

La curcuma stimola la produzione della bile, aumentando l’efficienza del fegato nel metabolismo dei grassi e nell’eliminazione dei rifiuti di scarto, contribuendo così alla salute generale del vostro cane.

Problemi della pelle, cisti sebacee e infezioni da lieviti

I cani sono inclini a varie malattie della pelle come prurito, ascessi, cisti sebacee e infezioni fungine.

Fortunatamente, la curcuma contiene proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie, antimicotiche e antibatteriche. Questo rende la curcuma un ottimo rimedio naturale per trattare alcuni problemi della pelle del cane in modo efficace.

Problemi gastrointestinali

La curcuma contiene elementi che sopprimono il danno ossidativo e l’infiammazione nell’intestino del cane. Aiuta anche nella guarigione delle ulcere gastriche impedisce la secrezione di acido gastrico e protegge il rivestimento intestinale.

Curcuma per la salute del cuore

Con l’età, i cani possono sviluppare problemi cardiaci. Essi diventano più sensibili ai livelli di colesterolo e sono soggetti a coaguli di sangue.

La curcuma è un ottimo rimedio per controllare il colesterolo cattivo. E’ quindi benefica per il benessere del cuore, e protegge il cane contro gli attacchi di cuore e l’ictus.

Altri benefici della curcuma per la salute del cane

Oltre a suddetti benefici, la curcuma apporta anche altri benefici:

  • La curcuma ha proprietà antimicrobiche che la rendona un buon antimicotico, agente antivirale e antibatterico. Riesce ad inibire e a ridurre la crescita di vari microrganismi
  • Aiuta nel trattamento dell’epilessia
  • Allevia i sintomi delle allergie
  • Previene la formazione della cataratta
  • Riduce il gonfiore di stomaco e il meteorismo
  • E’ usata per trattare la diarrea e funge da legante delle feci.
  • E’ ricca di vitamine, minerali e fibre
  • Può essere utilizzata nel controllo del peso del cane

 

Come dare la curcuma al Cane

Ogni cane preferisce diverse forme di curcuma. Alcuni amano leccarla in polvere, altri la preferiscono mescolata al loro cibo. Di seguito parleremo dei diversi modi con cui è possibile offrire curcuma ai cani.

 

    • PASTA DI CURCUMA
      • In una pentola, mescolare una tazza di acqua e mezzo bicchiere di curcuma
      • Fate bollire mescolando il tutto fino a formare una pasta spessa
      • Aggiungere mezzo cucchiaino di pepe nero appena macinato
      • Aggiungere circa 70 ml di olio di oliva o di noce di cocco
      • Mescolate gli ingredienti per una distribuzione uniforme

 

  • IN MEZZO AL CIBO
    Un altro modo per far consumare curcuma al vostro cane è quello di mescolarlo al cibo. Utilizzate la dose corretta in base al peso del cane, soprattutto se al cane non piace il sapore della curcuma cruda.

    Iniziate sempre in piccole dosi e aumentatele gradualmente fino a raggiungere la quantità raccomandata.

 

Effetti collaterali e precauzioni

La curcuma è considerata sicuro se offerta in dosi raccomandate. Tuttavia, potrebbe interferire con altri integratori o farmaci e annullare i vantaggi di entrambi.

Consultate sempre il veterinario prima di usare la curcuma sul vostro cane. Alcuni effetti collaterali includono:

 

    • La curcuma fluidifica il sangue, quindi non dovrebbe essere data a cani che stanno per subire un intervento chirurgico, con problemi di fegato e che sono trattati con farmaci fluidificanti del sangue.

 

    • La curcuma può causare stitichezza nei cani. Assicuratevi che il vostro cane beva molti liquidi quando la utilizzate.

 

    • La curcuma non deve essere somministrata durata l’allattamento e nei cani in stato di gravidanza.

 

  • La curcuma potrebbe presentare un odore sgradevole per il cane. Provatela con l’aggiunta di pepe nero o cannella.
 
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.
 

Kenya Addio a Sudan, ultimo rinoceronte bianco.

Kenya Addio a Sudan, ultimo rinoceronte bianco.

Kenya Addio a Sudan, ultimo rinoceronte bianco.

L’ultimo rinoceronte bianco settentrionale maschio rimasto al mondo è morto all’età di 45 anni: con la scomparsa di Sudan, questo il nome dell’animale che viveva nella riserva di Ol Pejeta Conservancy in Kenya, rimangono solo due esemplari femmine di questa specie, Najin e Fatu.

L’animale era considerato il simbolo della lotta al bracconaggio che ha spinto la specie all’estinzione per procurarsi il corno, utilizzato nella medicina tradizionale cinese.

L’annuncio, riporta la Cnn, è stato dato dalla ong ambientalista internazionale WildAid, secondo cui Sudan è stato soppresso dopo che un team di veterinari ha constatato un notevole peggioramento delle sue condizioni di  salute.

Un portavoce della riserva, Elodie Sampere, ha spiegato che campioni di sperma dell’animale sono stati conservati nella speranza di inseminare artificialmente con successo uno dei due rinoceronti femmina rimasti per cercare di salvare la specie dall’estinzione.

L’anno scorso, una volta falliti tutti i tentativi di farlo accoppiarsi naturalmente, gli ambientalisti hanno messo Sudan sull’app di appuntamenti Tinder, sperando di raccogliere denaro a sufficienza per pagare un trattamento di fertilità da 9 milioni di dollari.

(nella foto sopra Ap Sudan con uno dei ranger che lo sorvegliava a vista. Sopra , Afp, la statua “The Last Three” di Gillie e Marc Art, installata a New York nei giorni scorsi: raffigura Sudan e le ultime due femmine della specie, Najin e Fatu).

Kenya Addio a Sudan, ultimo rinoceronte bianco.

 

Fonte

Nel 1960 c’erano oltre 2mila esemplari di questa sottospecie, popolazione che si è ridotta a 15 nel 1984. A decimare gli animali, la perdita di habitat e il bracconaggio.Ad aprile la app di dating Tinder e l’organizzazione ambientalista Ol Pejeta Conservancy avevano lanciato una campagna di sensibilizzazione a sostegno del singolare ‘scapolo’ per raccogliere 9 milioni di dollari per salvare questa specie dall’estinzione.

 
 
 

Winelather la prima pelle naturale che non deriva da animali 

E’  milanese la nuova scoperta nel campo della moda e del design, la  nuova pelle, biosostenibile e animal free, creata da un architetto  e dal  suo socio in affari  e viene ricavata dalla vinaccia,  Gianpiero Tessitore e Francesco Merlino  sono i soci fondatori dell’azienda Vigea che collaborando con l’Università di Firenze, il Politecnico di Milano e con il Progetto Manifattura Rovereto, è riuscita nell’intento di ricavare una pelle completamente vegetale e priva di composti sintetici che è stata chiamata “Winelather”.

Winelather la prima pelle naturale che non deriva da animali

La Wineleather è quindi ricavata dagli scarti che si accumulano durante una vendemmia, dice ancora Tessitore: “Sulla Terra, ogni anno vengono prodotti 26 miliardi di litri di vino, dai quali ricavare sette milioni di tonnellate di vinaccia” una quantità che basterebbe a ricoprire la superficie di quattrocentomila campi da calcio ossia tre miliardi di metri quadri. Ma le innovazioni della Winleather non si fermano ai materiali utilizzati: per conciare un metro quadro di pelle occorrono 240 litri d’acqua mentre la nuova pelle Vigea non ha bisogno di acqua per essere prodotta e verrebbero eliminati anche tutti quegli acidi e metalli pesanti utilizzati nel processo.

Insomma, la Wineleather è un’innovazione totale: non viene dagli animali ma dal materiale in avanzo della produzione vinicola e abbatte tutti i consumi d’acqua (bene prezioso che è costantemente a rischio). Riusciranno i nostri innovatori a soppiantare i vecchi “magnati” della pelle?

Winelather la prima pelle naturale che non deriva da animali

Fonte

Non solo la pelliccia, ma anche la pelle deriva dall’uccisione cruenta di animali.

Vediamo  ora come nasce la pelle che viene usata nell’industria della moda e dell’arredamento.

                              La verità sulla pelle:  »  Indossare crudelta» 

Sebbene molte persone riconoscano l’inutilità e la crudeltà dell’allevamento degli animali «da pelliccia», e boicottino i prodotti che usano pelliccia, la pelle resta ancora un articolo d’abbigliamento tristemente popolare, contro cui vi è poca (o nulla) opposizione.

Così come per la pelliccia, per ottenere la pelle un animale deve essere prima ucciso e macellato. Purtroppo, molta gente che ha a cuore i diritti degli animali è erroneamente convinta che la pelle sia semplicemente un sottoprodotto dell’industria della carne e che non si commetta alcun male nell’acquistarla, perche’ tanto «sono solo scarti».

Purtroppo, ciò non corrisponde al vero.

E’ stato calcolato che la vendita della pelle costituisca la metà dei profitti dei mattatoi che macellano bovini. La pelle non è un sottoprodotto, è un prodotto che sta quasi sullo stesso piano di quello principale.

Poiché il margine di profitto sulla vendita di carne e’ relativamente basso, la gran parte delle aziende che sfruttano i bovini rimangono sul mercato proprio grazie alla vendita di pellame.

Molti di noi che ci preoccupiamo del benessere degli animali, non mangiamo carne perché non vogliamo finanziare chi uccide gli animali per profitto, eppure molti di noi ancora sostengono queste industrie dell’orrore comprando articoli di pelle.

La maggior parte del pellame proviene dalla pelle di animali allevati per la carne, ma ricordiamoci che ogni mucca da latte va incontro alla stessa fine, quando la sua produzione di latte decresce e non è più ritenuto utile tenerla in vita.

La pelle di vitello scamosciata e’ la pelle dei giovani vitelli maschi provenienti dall’industria del latte. La mucca «da latte» deve partorire un figlio, per produrre latte, come tutti i mammiferi, uno ogni anno. Questi poveri vitellini che nascono come sottoprodotto del latte vengono sottratti alle madri a pochi giorni dalla nascita e rinchiusi in minuscoli recinti, in cui sono allevati per sei mesi, per essere poi macellati. Acquistare pelle di vitello scamosciata contribuisce al terribile trattamento cui sono sottoposti i vitellini, ai maltrattamenti causati dall‘industria del latte, e all’intera industria della carne, basata sullo sfruttamento degli animali.

Una percentuale sempre maggiore della pelle presente sul mercato statunitense è importata da India e Cina. E in Cina, molte delle leggi di tutela degli animali presenti in altri paesi non esistono. Anche nel caso in cui esistano, sono ignorate, lasciando milioni di animali alla mercé di una morte tremenda e dolorosa, al solo scopo di usare le loro pelli per confezionare scarpe da pochi soldi.

In molti stati indiani, al momento è illegale macellare le mucche, poiché la religione indù le onora come esseri sacri. I commercianti di bestiame comprano perciò le mucche di famiglie indù ridotte in povertà, promettendo loro che si prenderanno cura delle loro adorate mucche. Invece, vengono condotte al patibolo in Bangladesh, Pakistan o in uno stato indiano in cui la mattanza delle mucche è consentita.

Queste mucche, che sono state trattate come il più rispettato membro di una famiglia, all’improvviso sono costrette a camminare anche per centinaia di chilometri. Non appena le mucche vacillano e cadono, o sono troppo malate per camminare, i mandriani strofinano loro gli occhi con peperoncino in polvere o spezzano loro le ossa della coda, per indurle a continuare a camminare.

Per quelle che riescono a giungere fino al mattatoio, la ricompensa è aver la gola recisa mentre sono ancora pienamente coscienti.

Il pensiero di un animale che sopporta un tale incubo per permettere a qualcuno di avere quella che e’ considerata «una giacca alla moda», un paio di scarpe oppure un rivestimento d’arredo, è davvero troppo.

Paragonando il trattamento degli animali negli allevamenti da pelliccia a quello degli animali macellati per ottenere carne e pelle, è scioccante che non si faccia di piu’ per boicottare questa crudele e inutile industria.

Esistono molte alternative sintetiche ad ogni possibile prodotto in pelle presente sul mercato: usiamo quelle, e smettiamo di arricchire ancora di piu’ chi uccide animali.

Fonte

Intervista a Cinzia Pierangelini, autrice di «Il campione»

Un romanzo di formazione tenero e feroce, una storia di amicizia che commuove e diverte

 

 

Cinzia Pierangelini è autrice di Il campione, romanzo edito da IoScrittore

Il libro in una frase
«Una virilità sconosciuta e impetuosa lo guidava attraverso le facce ringhiose, i pugni tesi, dirigendolo senza paura là dove, attraverso la porta socchiusa, s’intravedeva la bella luce del pomeriggio: la realtà di sempre, quella che lui comprendeva.»

Amici di scaffale
Gli amici di scaffale ideali de Il campione sono di certo romanzi di formazione, quelli privi, però, di zuccherose e tranquillizzanti rassicurazioni; libri che mettono il protagonista di fronte alla vita reale, e alla sua naturale violenza, senza troppi scudi a difesa di una fanciullezza destinata dagli eventi a svanire velocemente. Accanto a lui, sullo scaffale, figurerebbero bene dei classici come per esempio Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, ma anche i più recenti Io non ho paura di Nicolò Ammaniti o È stato il figlio di Roberto Alajmo, con cui Il campione condivide una certa Sicilia (o sicilianità, avrebbe detto Sciascia). Credo che Nico sarebbe onorato di questa compagnia! Ma anche il cane Niger ha bisogno di amici sullo scaffale e allora per farlo contento aggiungerei il commovente Io e Marley di John Grogan per esempio o Hachiko di Leslea Newman e il meno noto, ma altrettanto delizioso, Il mio cane Tulipdi Joe Randolph Ackerley.

Segni particolari
Il campione è un libro sull’amicizia, sui sogni e sulle eredità che chi ci precede ci lascia sulle spalle; è un romanzo che si può definire di formazione ed è destinato a chi ama i cani, la musica e odia l’ignoranza e la brutalità della mafia. Affronta, spesso in modo piuttosto crudo e realistico, gli ambienti malavitosi dediti allo sfruttamento degli animali ma anche quelli magici e benefici dell’arte, ponendosi un interrogativo che non ha età e forse neanche risposta: «La bellezza salverà il mondo?»

Dove e quando
La storia di Nico e Niger si svolge ai giorni nostri, in Sicilia. Tuttavia è una storia antica, che si ripete in ogni parte del mondo, è quella dello sfruttamento degli animali e in questo caso particolare del più nobile e fedele compagno dell’uomo, il cane. Ignoranza, povertà, malvivenza e il peggiorare della crisi economica, oltre a guadagni ormai davvero rilevanti che hanno globalizzato il fenomeno, hanno riportato alla ribalta l’immonda pratica dei combattimenti e delle corse clandestine tanto da rendere indispensabile collocarli all’interno di una nuova branca, dedicata ai reati mafiosi a danno dell’ambiente, identificata dal neologismo Ecomafia che, per ciò che concerne gli animali, comprende: «bracconaggio, commercio illegale di specie protette, allevamenti illegali, macellazioni in nero, pesca di frodo, combattimenti e corse clandestine e maltrattamenti ai danni degli animali d’affezione e/o di reddito» (cit. Legambiente ecomafia 2017).

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#ecomafia, #romanzodiformazione, #narrativa, #cani, #pitbull, #rottweiler, #combattimenticlandestini, #mafia, #picciotti, #allevamenti, #musica, #pianoforte, #lirica, #orchestra, #seltz, #madre, #figlia, #scuola, #allenamenti, #amicizia, #adolescente, #ioscrittore, #gems, #torneoletterario, #cinziapierangelini

Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore
Mi sono imbattuta in questo torneo letterario vagando oziosamente sul web; vincerlo sembrava davvero un’eventualità improbabile, soprattutto perché a giudicare le opere, migliaia, sarebbero stati gli stessi scrittori partecipanti (praticamente un gioco al massacro!). Come ogni tanto mi accade ho deciso di sfidarmi, senza aspettarmi nulla, per gioco. Ci credevo così poco che, non avendo ricevuto per errore alcuna comunicazione, ho letto della vittoria sulla pagina fb di un’amica! La soddisfazione è stata enorme, ma la vera avventura comincia adesso, credo.

Il Romanzo :

Nicola è un ragazzino sensibile e intelligente; frequenta la terza media e ama studiare, soprattutto musica, che è la sua grande passione. Stefania è la sua insegnante. Una donna malinconica, stretta tra i rimpianti per le occasioni mancate nella vita e un rapporto difficile con la madre, famosa cantante lirica. Nicola e Stefania non abitano in un posto qualunque. Vivono in Sicilia, una terra splendida e feroce, purtroppo a volte ostaggio della criminalità organizzata, prigioniera di logiche brutali e arcaiche. E infatti il padre e il fratello maggiore di Nicola hanno in mente per lui una strada diversa da quella dei suoi sogni. Una strada che passa per compare Ignazio e i suoi ragazzi, che organizzano combattimenti clandestini di cani. Una strada di violenza e prevaricazione che lo allontani definitivamente dai suoi desideri infantili, dalla sua solitudine pensierosa. Ma l’amore e la passione, quelli più puri, sono difficili da soffocare. E così Nicola e Stefania si troveranno sempre più uniti, l’uno nel suo percorso di formazione e scoperta del mondo e della verità sulla sua famiglia, l’altra ritrovando in quel ragazzo la forza che sentiva di avere smarrito col tempo. E arriverà un cucciolo, il regalo che dovrebbe rendere Nicola un vero uomo, a dare una piega inaspettata. Un romanzo di formazione tenero e profondo, una storia di affetti negati e tenacemente riconquistati. Il racconto di una crescita difficile e delle ferite che lasciano i sogni quando vengono soffocati.

Fonte

Dove comprarlo 

Costruiamo un rifugio per gli animali da reddito

Fra tutti i progetti de La Fattoria di Amélie onlus, il «Progetto Rifugio» è sicuramente il più importante, quello per cui l’associazione stessa è nata, ma anche il più delicato e impegnativo.

PERCHE’ COSTRUIRE UN RIFUGIO PER ANIMALI DA REDDITO

Nella nostra società gli animali vengono discriminati in base alla specie.

Esistono animali di serie A: cani e gatti. Amati, accuditi, protetti, per i quali esistono centinaia di rifugi e migliaia di volontari che ogni giorno lavorano sodo per far valere i loro diritti e il loro benessere, per offrirgli una vita dignitosa e una casa calda ed accogliente.

Poi ci sono loro, gli invisibili, gli animali di serie B: i cosiddetti animali “da reddito”. Il termine con il quale sono classificati dice già tutto. Liberamente sfruttati, maltrattati, umiliati ed uccisi per finire nella catena produttiva, non hanno diritto a una vita dignitosa e ad un luogo sicuro in cui vivere sereni.

I rifugi per questi animali sono ancora pochissimi se li mettiamo in relazione a canili e gattili, e i volontari che se ne occupano devono affrontare ogni giorno una legislazione che rema contro e diritti, in materia di benessere animale, quasi inesistenti.

QUALI ANIMALI VERANNO SALVATI

Il Progetto Rifugio, de La Fattoria di Amélie onlus, nasce proprio per loro, pecore, capre, maiali, asini e bovini ma anche volatili, come galline, oche e tacchini.

Un’oasi di pace in cui ospitare animali salvati dallo sfruttamento e da morte certa che potranno vivere una vita felice, stimolante, libera e sociale.

COSA PREVEDE IL PROGETTO

La fase strutturale del progetto prevede l’ampliamento di una struttura esistente, da adibire a stalla, e alla creazione dei pascoli recintati, così come da immagini e progetti mostrati sopra.

Per farlo abbiamo bisogno di risorse economiche, perchè lo stato non sovvenziona questo tipo di rifugi.

Aiutaci a realizzare questo sogno!

Costruiamo un rifugio per gli animali da reddito

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A COSA SARANNO DESTINATI I FONDI RACCOLTI

  • Costruzione porzione di stalla + impianti. Costituita da tettoia fissa, coibentata, che unisce le due strutture esistenti e chiusa lateralmente da pannelli prefabbricati in legno, comprensivi entrambi di porta a doppio battente (sopra e sotto) e finestra. 
  • Pavimentazione con sottofondo in vespaio ventilato, anti-umidità, già esistente.
  • Ristrutturazione impiantistica e serramenti vecchia struttura che verrà adibita a stalla, ufficio e piccolo magazzino.
  • Recinzioni pascoli e aree comuni, costituite in parte da recinzioni mobili, per una migliore gestione e rotazione degli spazi.
  • Cancelletti e cancelli carrabili.
  • Pavimentazione esterno stalla in cemento, per una migliore igiene e pulizia.

Progetto di costruzione già approvato dagli organi competenti: Comune, Provincia, Paesaggistica e Parco del Ticino.

Studio tecnico e oneri comunali di urbanizzazione già pagati dalla proprietà.

PERCHE’ BISOGNA FARE IN FRETTA

Prima il rifugio sarà completato, prima potremo iniziare a salvare altri animali ma, soprattutto, se riusciremo ad essere pronti per Pasqua 2018 potremo salvare agnelli e capretti dall’annuale mattanza pasquale!

Chi è Amélie, la pecorella portavoce del progetto

Scopri tutti i progetti de La Fattoria di Amélie onlus

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Fonte

Funghi con salsicciette veg al fumo ripieni di  verdure dell’orto.

 I funghi sono ideali come antipasto, stuzzichini, o contorno, sono facili veloci ed economici  e, per le loro proprietà sostituiscono  anche un secondo piatto.

 

Le ricette di ionontimangio :

a cura di Luciana Milia   Vegan food maker

Funghi con salsicciette veg al fumo ripieni di verdure dell’orto.

Occorrente per 2 persone

4 funghi grandi a scelta noi abbiamo usato i cardoncelli

2 salsiccette di seitan affumicato 

2 patate cotte a vapore 

3 pomodori secchi 

1 cipolla lunga fresca

1 manciata  di zenzero fresco grattugiato

1/4 di bicchiere di vino rosso

1 spolverata di pepe nero

2 carote t

sale q.b.

olio evo q.b.

( I gambi e le parti scartate dai funghi , per creare il cestinetto  per le verdure, andranno mondati ed uniti al composto)

Procedimento:

Mondare i funghi  pulendoli  bene con acqua corrente e con  con un pennellino, togliere il gambo, e allargare l’alloggiamento per le  verdure.( conservare le parti rimosse che uniremo in seguito al composto )

Dorare  con olio evo   le verdure insieme alle parti rimosse dei funghi dopo averle mondate e tagliate finemente  irrorare col vino, fare evaporare bene  aggiustare di sale e  pepe e  tenere da parte.

A questo punto accendere il  forno  in modalità ventilato a 150° e a calore raggiunto infornare per 5 massimo 10 minuti i funghi  spennellati con  olio per asciugarli, devono  togliere  l’acqua.

Inserire nella parte cava del fungo il composto che abbiamo precedentemente  preparato e infornare per 20 minuti.

Se volete potete anche terminare mettendo dei pezzetti di formaggio veg in cima 5 minuti prima di sformarli, per farli fondere modificate l’impostazione del forno da ventilato a statico ed inserite  il grill.

 

Funghi con salsicciette veg al fumo ripieni di verdure dell’orto

Importanti curiosità ed informazioni sul  piatto che abbiamo preparato.

I funghi  hanno due importanti qualità: insaporiscono anche il piatto più semplice e rappresentano una fonte preziosa di nutrienti, soprattutto minerali.

Basta un fungo per dare un profumo e una marcia in più a un brodo vegetale o a un semplice sugo di pomodoro.

Questa loro spiccata capacità di donare un sapore caratteristico dipende dalla concentrazione di sali minerali e dalle molecole aromatiche dei terreni in cui crescono.

 I Funghi sono  alleati di Ossa, sistema cardiovascolare, sistema immunitario.

Proprietà dei funghi

Funghi con salsicciette veg al fumo ripieni di verdure dell’orto

I funghi non contengono grassi e sono poco calorici e dunque ottimi anche per chi voglia dimagrire e per chi debba seguire una dieta povera di grassi. Sono un’ottima fonte di minerali, in particolare fosforo, potassio,  e magnesio.

I funghi contengono, inoltre, lisina e triptofano, vitamine del gruppo B e alcune sostanze antiossidanti. Grazie alle loro caratteristiche aiutano il sistema cardiovascolare a mantenersi in forma.

Da secoli, poi, i funghi sono considerati un toccasana per il sistema immunitario e vengono spesso consigliati nell’alimentazione durante il cambio di stagione tra estate e autunno, per aiutare l’organismo a difendersi meglio.

Tra l’altro, quello è il periodo migliore per consumarli freschi, anche per la maggiore disponibilità di funghi che crescono spontaneamente. Durante tutto il resto dell’anno, è più facile trovarli surgelati o secchi.

In parte questo è un bene perché i funghi contengono minerali importanti per il buon funzionamento dell’organismo ma c’è anche il rovescio della medaglia: i funghi, infatti, possono contenere alti quantitativi di sostanze che, in quantità superiori a determinate soglie, risultano nocivi per la salute, ad esempio mercurio, cadmio e nichel.

 

Il potere rimineralizzante dei funghi

Funghi con salsicciette veg al fumo ripieni di verdure dell’orto

I funghi, dunque, contengono minerali buoni e minerali meno buoni e per questo  si consiglia in genere di consumarli saltuariamente e contenere le porzioni, per dare all’organismo il tempo di smaltire gli eventuali elementi negativi accumulati.

Si tratta comunque di prodotti preziosi che apportano minerali difficilmente reperibili in altri alimenti, per esempio cobalto, che favorisce il trasporto dell’ossigeno, e cromo, che attiva il metabolismo dei carboidrati. Sono, inoltre, poco calorici, privi di grassi e contengono una discreta quota di proteine di buona qualità.

Tutte queste proprietà ne fanno un buon contorno, o un buon condimento per un primo piatto, da consumare, di tanto in tanto, soprattutto in autunno.

Il contenuto proteico varia in base alla specie ed è superiore nei funghi più giovani.

I funghi, se acquistati freschi, vanno consumati entro breve tempo perché si deteriorano facilmente, inoltre non vanno mai conservati in sacchetti di plastica in quanto questi ne accelerano la decomposizione.

Contengono un discreto quantitativo di ferro. Come per tutti gli alimenti vegetali, però, si tratta di un tipo di ferro che difficilmente viene metabolizzato dall’organismo; per favorirne l’assorbimento occorre inserire nel pasto almeno un alimento ricco di vitamina C, per esempio agrumi o kiwi.

Altri nutrienti che contribuiscono al potere rimineralizzante dei funghi sono fosforo, manganese, potassio e calcio.

Secondo le linee guida del Ministero della salute, i funghi non devono essere consumati da bambini e donne in gravidanza.

  Fate comunque attenzione ai funghi!

Quando si parla di funghi, non si può non accennare al fatto che alcune specie sono letali per l’uomo.

Il consiglio è sempre lo stesso: acquistare solo funghi certificati e in vendita nei negozi, evitare di andare per boschi a raccoglierli se non si è perfetti conoscitori e non mangiare funghi offerti da parenti e amici di cui non si conosce bene l’effettiva esperienza. 

Prima di consumare funghi raccolti nei boschi è sempre consigliabile farli controllare presso l’ASL territoriale.

Dicono di loro

Esistono decine e decine di specie di funghi e non tutti sono commestibili. Sulle nostre tavole compaiono più spesso porcini, champignon, cardoncelli, gallinacci e chiodini, ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con il suo particolare gusto.

Tra tutti i funghi, i più apprezzati sono forse i porcini, carnosi e profumati, che si possono raccogliere tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, nei boschi di querce e di castagne.

Molto prelibati anche i cardoncelli; il loro cappello largo e carnoso è ottimo arrostito alla piastra. Tra i funghi coltivati ed economici troviamo invece gli champignon; facilmente reperibili tutto l’anno, freschi o surgelati, si prestano a tantissime preparazioni.

Curiosità sui funghi

I funghi conservano le proprie caratteristiche nutrizionali anche quando sono essiccati; dunque, in mancanza di funghi freschi, quelli secchi andranno benissimo.

Il momento migliore per raccogliere funghi nei boschi è il mattino successivo a una nottata di pioggia; prima di mangiare funghi raccolti da sé è bene farli ispezionare a una ASL territoriale; esistono, infatti, centinaia di specie di funghi e solo una minoranza è commestibile. Il veleno di alcuni tipi di funghi è letale.

fonte 

 

Riso Croccante Con Lenticchie Stufe Di Stare Nel Barattolo.

Le ricette di IONONTIMANGIO

a cura di Luciana Milia  Vegan food maker

Riso Croccante Con Lenticchie Stufe Di Stare Nel Barattolo

 Oggi vi presentiamo un piatto semplice, colorato , economico e davvero buono.

Riso Croccante Con Lenticchie Stufe Di Stare Nel Barattolo.

Occorrente:

 250 gr. Lenticchie piccole  ammollate  per circa 8 ore.

 300 gr. riso basmati 

 1 cucchiaino di curcuma 

prezzemolo fresco tritato 

 2 teste d’aglio in camicia

olio evo q.b.

2 pomodori secchi

1 gambo di sedano

1 carota

1 cipolla dorata piccola  tagliata finemente

1/2 bicchiere di vino bianco secco.

1 cucchiaio di dado vegetale bio disciolto in un litro d’acqua insieme ad un cucchiaio di concentrato di pomodoro. ( Brodo )

sale integrale q.b.

Procedimento:

Iniziamo con un soffittino leggero dove metteremo a dorare  la carota il sedano i pomodori secchi l’aglio e  la cipolla  tritati  finemente.

A questo punto uniamo le lenticchie , le facciamo insaporire e aggiungiamo il vino che faremo evaporare.

Siamo pronti per aggiungere il brodo , rimescoliamo abbassiamo la fiamma e copriamo , lasciamo cucinare per 20 minuti circa.

A parte prepariamo il riso basmati che avremo lavato accuratamente e disposto in una pentola unta e coperto con  2 dita di acqua in cui avremo disciolto la curcuma e un pizzico di sale.

Il tempo di cottura del riso varia dai 20 minuti più o meno, attenzione è pronto quando fa la crosticina sotto che poi è la cosa più buona.

Impiattiamo:

Il nostro riso croccante con le lenticchie in cima ed una spolverata di prezzemolo fresco.

Non ci resta che assaporare il nostro piatto quindi » Bon Apetit »

lucianamiliafoodveganmaker

 

 

Un Biker in Cucina Intervista a Giuseppe Tortorella

Cari amici siamo andati ad intervistare un personaggio molto simpatico, uno Chef  con la C maiuscola, vi assicuro ho provato tutti i suoi piatti :)  

Giuseppe Tortorella conosciuto come » Un Biker in Cucina» .

Appassionato delle tradizioni culinarie Italiane che trasforma in chiave » Vegan street food»   ci  stupisce davvero  nelle sue reinterpretazioni di piatti » storici» .

Il perchè? ve lo dico sinceramente da ex onnivora;   c’è amore simpatia equilibrio colore e semplicità, il risultato ?  «Sono   buonissimi» !

Luciana Milia Vegan food maker, allieva del 1° Master di street food  alla Funny Vegan Academy,  con grande felicità ed entusiasmo   gli è stata accanto nelle sue lezioni  e lo ha intervistato.

Conosciamolo:

Intervista a Giuseppe Tortorella per l’uscita del suo nuovo libro:

Mi chiamo Giuseppe Tortorella, Beppe per tutti, e grazie a mia madre mi sono cimentato in cucina sin da piccolo: ho sempre amato mangiare bene e per farlo bisogna sapersi destreggiare tra i fornelli.

A trentasei anni dopo 12 passati a programmare siti web, mi ritrovo improvvisamente con “molto tempo a disposizione” che decido di dedicare a studio e crescita personale e, essendo sempre stato sensibile a certi argomenti, inizio a prendere coscienza del livello di atrocità che l’uomo è stato capace di raggiungere pur di soddisfare i propri bisogni non sempre necessari: allevamenti intensivi, deforestazione, consumo esagerato delle risorse, gas serra e molto altro.

Capito che questo modello di vita non era più il mio e deciso a smettere di contribuire a tutto questo scempio, mi sono chiesto se fosse stato possibile farlo senza rinunciare a tutto quello a cui ero abituato: da buon biker ho sempre frequentato raduni e fiere, e lì si sa, di vegetale c’è solo il ketchup per le patatine; pensate che dopo aver parcheggiato la moto, prima mi dirigevo verso il paninaro per la classica salamella, solo dopo a salutare gli amici, ed è proprio qui, durante uno di questi raduni,  che ritrovatomi senza essere più consumatore di carne né di altri prodotti animali, ho deciso di applicare il principio della sostituzione degli ingredienti, cucinando quello che mangiavo prima ma in una chiave completamente vegetale.

Una bella sfida direte, ma l’ho fatto e a voi non resta che assaggiare.

 

1 – So che è scontato ma ci racconti per cominciare quale è stato il momento e perché hai deciso di diventare Vegano?

Non c’è nulla di scontato nella vita, le cose avvengono perché devono avvenire e io dovevo diventare vegano. Ho sempre avuto sensibilità verso la sofferenza dei più deboli, di tutte le specie, appena, causa di forza maggiore, mi sono dovuto fermare da quella che era la mia vita di allora (grazie cassa integrazione), ho avuto il tempo di pensare e di trovare le risposte che cercavo, il resto è arrivato da se.

 2 – Nella tua vita di biker ti scontrerai sicuramente con persone che hanno abitudini alimentari diverse, per usi e costumi il cibo del biker è sempre stato un po’ rappresentato da un godurioso panino con hamburger, salsicce accompagnate da bicchieri giganti di birra etc come hai fatto a stravolgere questo concetto?

Continuando a viverlo come lo vivevo prima, solo senza ingredienti animali. Questo è il segreto della mia cucina, non cambio i piatti ne le abitudini, solo mi concentro a come renderli altrettanto goduriosi solo con alimenti vegetali. D’altronde amo la birra, e se una cosa cosi magnifica è a base vegetale, bè, lo può essere pure tutto il resto.

 3 – I tuoi piatti sono spesso rivisitazioni di ricette tradizionali, credi che possa aiutare questo a cambiare abitudini? Se fosse così perché ci si dovrebbe orientare verso difficili combinazioni di elementi spesso non presenti nelle nostre dispense, come fai ad invogliare chi mangia, che tecnica usi?

La cucina è molto radicata nelle persone, nessuno vuole smettere di mangiare i piatti della propria infanzia o del proprio paese natale, io trovo che in questo modo posso offrire delle alternative a chi vuole provarle, e se per farlo devo usare prodotti nuovi e sconosciuti, li rendo amichevoli come il Seitan pancettato, provare per credere :-)

 4 – Ci sentiamo dire che il cibo Veg è caro perché molte cose vanno comprate in negozi specializzati che non hanno certo bassi costi, come ovviare a tutto ciò?

Guardando le cose da un diverso punto di vista, perché non è il cibo Veg ad essere troppo caro, casi di palese speculazione a parte, ma quello di sempre che ormai costa troppo poco, la risposta va cercata proprio in questo troppo, perché se da una parte significa tanto risparmio, dall’altra c’è tanta sofferenza, tanta malattia, tanta distruzione, tanta povertà, tanta disperazione.

 5 – Se ed in quali occasioni ti sei sentito felice di essere riuscito a coinvolgere delle persone in questo” cammino “ etico, salutista e sicuramente innovativo?

Tutte le volte che qualcuno assaggia un mio piatto e lo fa nel silenzio più completo, dopo, alla fine, quando ha finito, che buono. Che buono.

6 – Ci racconti quale piatto ha riscosso più successo nella tua cucina?

Non c’è un piatto solo in verità, ma il modo di cucinare quelli di sempre come se fossero ancora gli stessi di una volta, penso che sia questo che piace a chi vuole provare e che invece odia chi vuole rimanere ancorato al passato.

7- Il Cibo è un momento di aggregazione tra le persone; Il tuo essere veg ti ha creato problemi? Intendo, ti sei trovato spesso in circostanze in cui non cera niente di vegano da mangiare durante i vostri spostamenti e come ti sei comportato?

In realtà è la regola, non c’è mai nulla perché viviamo in mondo completamente anestetizzato, la carne, le proteine, i canini, la paura di mangiare un broccolo. Cuochi ignoranti che se manca un animale in dispensa battono i pugni sul tavolo come i bambini. Ne ho viste di ogni, la tradizione, la genuinità… quante chiacchere. Io mi sono tirato su le maniche e ho iniziato a cucinare. Se posso porto da casa, se vogliono gli aiuto tra i fornelli, se non si può nulla, w la marinara con aglio e capperi.

 8 – Ci parli un po’ di come è nata l’idea del tuo libro e da quanto ci lavori?

L’idea è nata grazie a Francesca, potrei definirla la mia Dea, no, non siamo fidanzati, ma è con lei che ho elaborato tante piccole e grandi cose che fanno parte della mia vita ora. Le ricette le avevo già, le ho solo portate su carta, il resto è il succo di questi ultimi 6 anni di vita, da quando sono vegano, anche se nel libro con 16 piatti ho solo sfiorato l’argomento, per ora…

 9 – Ancora una domanda: se dovessi cercare di convincere qualcuno ad affrontare questa scelta alimentare come lo faresti?

Convincere non è la parola giusta, informare mi piace di più, informare e cucinare, e dopo, magari insieme, mangiare e parlare di cosa c’è dietro.

 10 – Ora vorrei indicare ai lettori dove possono trovare il tuo libro e perché dovrebbero comprarlo.

Il libro contiene 16 ricette: Carbonara, Amatriciana, Cacio e Pepe, pasta ripiena, lasagna, Pizzoccheri, Parmigiana, Olive Ascolane, Fritto Misto, Frittata, Spezzatino, Scaloppina, Arrosto, la Bracioletta, Torta Sucker e Risotto, tutte ricette tradizionali italiane che affronto raccontando come sono nate e come superare le criticità legate agli ingredienti sostitutivi vegetali, insomma, si ride e si mangia e mi sembra una cosa bella :-)

Lo potete trovare in formato cartaceo (piccolino) su ILMIOLIBRO.COM (inseriamolo sul nome https://goo.gl/3XREZB) oppure elettronico su AMAZON (inseriamolo sul nome https://goo.gl/Cb82pE).

 11 – Ci regali una ricetta del tuo libro?

Certo! Da questo link http://www.unbikerincucina.it/libro-un-biker-in-cucina-cucina-vegana-per-uomini-veri/ potete scaricare l’anteprima del libro con la ricetta completa della VegCarbonara, poi chi vuole può mandarmi la foto da pubblicare, ma l’importante è che sia piaciuta e mangiata ;-)

Qui di seguito:

Spaghetti cacio e pepe – La carbonara – La parmigiana- Le olive ascolane